Città d'Arte
Taormina, Noto, Siracusa, Caltagirone e Aidone
Città d'arte della Sicilia orientale
luoghi di eterna bellezza
Relais San Giuliano sorge in una comoda posizione per raggiungere agevolmente Taormina, il borgo più chic della Sicilia, dove moda, storia e splendidi panorami sulla costa ionica, convivono a 2000 metri sopra il livello del mare, sul Monte Tauro.
È d’obbligo bagnarsi nelle acque del suo splendido litorale, che le ha fatto meritare il titolo di “Perla dello Ionio”. Isola Bella, ricoperta di vegetazione esotica e mediterranea, è collegata alla terra ferma da una striscia di sabbia percorribile solo nei periodi di bassa marea.
In qualunque modo tu scelga di trascorrere la tua giornata di scoperta e relax a Taormina, Siracusa, Noto o in altre città d’arte, il concierge team di Relais San Giuliano ti fornirà tutti gli strumenti per renderla indimenticabile.
Taormina “Perla dello Ionio”
Taormina, a partire dalla fine del ‘700, fu una delle tappe principali del Grand Tour: tra i suoi più noti estimatori citiamo Goethe che nel suo “Viaggio in Italia” la definì “Il più grande capolavoro dell’arte e della natura” e Maupassant che paragonò Taormina a un quadro in cui è racchiuso tutto quello che di più seducente per gli occhi, per lo spirito e per l’immaginazione esista sulla Terra.
Il forte impatto scenico di Taormina d’altronde non era passato inosservato neppure ai greci che proprio qui, su un promontorio, nel III secolo a.C. costruirono un Teatro, secondo per ampiezza solo a quello di Siracusa. Con il suo sfondo suggestivo era perfetto per esercitare l’arte drammaturgica e musicale di più alto livello.
Oggi l’antico anfiteatro greco, con il profilo dell’Etna e il luccichio delle acque del mar Ionio che fanno da fondale naturale, ha riconquistato la sua funzione artistica e di intrattenimento diventando location per appuntamenti annuali durante la stagione estiva con rassegne, concerti e spettacoli, come il Taormina Arte o il Taormina Film Fest.
Giungendo alla piazza del Duomo, la Cattedrale di San Nicola con la sua austera facciata quattrocentesca, divide l’attenzione con la ricca fontana barocca antistante dalle vasche rialzate, sui cui si erge una statua della centauressa coronata, simbolo della città.
Per immergersi nel volto più vivo e alla moda di Taormina, basta attraversare Corso Umberto I, la via principale dello shopping, con le sue boutique di lusso e negozi di souvenir artigianali, o addentrarsi tra le sue folcloristiche stradine, dove sostare per una fresca granita al limone, alla mandorla o alla fragola, accompagnata da una morbida brioche e dove assaggiare un autentico cannolo siciliano decorato con granella di pistacchio.
Noto è la capitale del Barocco siciliano e patria dell’Infiorata
Noto è borgo millenario Patrimonio UNESCO e capitale del Barocco siciliano, si raggiunge partendo da Relais San Giuliano e costeggiando il meraviglioso litorale ionico in direzione sud.
Attraversarne le strade e le piazze significa venire avvolti da secoli di storia durante i quali castellucciani, greci, romani, musulmani, normanni e aragonesi si sono alternati. A seguito del terremoto che nel 1693 distrusse i comuni del Val di Noto, lo stile che pervade la città di Noto e a cui si deve la sua forte attrattiva è un barocco elegante ed equilibrato, illuminato dalle tonalità sabbia della pietra locale calcarea che, riflettendo i caldi raggi del tramonto, fa ricadere sul borgo una patina d’oro. Da visitare la sontuosa facciata della Cattedrale di San Nicolò e dalla scenografica scalinata a quattro rampe antistante.
Siracusa, Ortigia e il teatro greco
Siracusa è la più bella città greca della Sicilia, patrimonio UNESCO, casa dell’unico papiro europeo e del teatro greco più antico d’Occidente.
Perfetto connubio tra storia, natura, cultura e movida serale, facilmente raggiungibile da Relais San Giuliano.
Il fascino intramontabile di questa accogliente culla di civiltà, patria di Eschilo, Platone e Archimede, è stato consacrato nel 2005 dall’UNESCO che l’ha inserita tra i beni Patrimonio Mondiale.
La maggior parte delle bellezze architettoniche di Siracusa si concentrano nel suo centro storico, uno dei più peculiari al mondo per la sua conformazione. Questo si sviluppa infatti su un isolotto, Ortigia, collegata alla città nuova da due ponti. Qui l’antica Fonte Aretusa preserva, l’unico esemplare selvatico di pianta di papiro presente in Europa. Tracce del periodo greco si rinvengono nei resti del tempio dedicato alla dea Atena, sulle cui fondamenta è stata costruito il maestoso Duomo con la sua facciata barocca.
Un altro primato per cui Siracusa è famosa nel mondo è il suo Teatro greco, il più antico di tutto l’Occidente nonché uno dei più grandi, visitabile nel Parco Archeologico della Neapolis. L’area custodisce anche il curioso Orecchio di Dionisio, una grotta artificiale calcarea, che grazie alla sua peculiare forma crea effetti di eco molto potenti al suo interno. Secondo la leggenda, venne fatto costruire dal tiranno Dionisio per ascoltare meglio i sussurri dei prigionieri qui rinchiusi.
Ma Siracusa è anche un luogo perfetto per trascorrere una rilassante giornata di mare caratterizzate dalla macchia mediterranea della Riserva di Vendicari e dell’Area Marina Protetta del Plemmirio, dove dedicarsi a immersioni alla scoperta della ricca biodiversità marina.
Caltagirone città delle ceramiche
Caltagirone, regala un colorato viaggio nella città delle ceramiche più famose di Sicilia.
Anticamente conosciuta come Urbs Gratissima e Regina dei Monti Erei, Caltagirone capeggia su questa catena montuosa nell’entroterra siciliano come città tardo-barocca Patrimonio UNESCO e patria di una lunga tradizione di ceramisti. Sebbene l’arte della ceramica fosse stata ereditata dai greci, furono gli arabi a darle un impulso decisivo, importando nuove tecniche di lavorazione dell’argilla e le celebri decorazioni policrome con motivi geometrici.
Le ceramiche calatine non vengono adoperate solo come pezzi d’arte unici o per la creazione di oggetti di uso quotidiano. L’intera città è colorata da queste decorazioni. Ne sono un prezioso esempio la facciata della Chiesa di San Pietro, il cui severo stile gotico viene vivacizzato da maioliche policrome, il barocco Palazzo Ventimiglia, con la sua balconata abbellita da ceramiche settecentesche, e la scenografica scalinata di Santa Maria del Monte con i suoi 142 gradini completamente decorati da tessere con colorati motivi geometrici.
Il Museo della Ceramica della città, con i suoi oltre 2500 reperti, è il miglior luogo per approfondire l’evoluzione di quest’arte dalla preistoria all’età moderna, che potrà essere sperimentata con mano in appositi workshop tenuti nelle tante botteghe del suo centro storico.
Visitare Caltagirone significa anche immergersi in un universo di tradizioni folcloristiche fortemente sentite, come quella dei presepi che durante il periodo natalizio danno vita a mostre in cui viene rappresentata l’antica vita popolare siciliana attraverso personaggi in ceramica o in terracotta, oppure la festa dell’Infiorata che ogni anno a maggio trasforma le strade dei luoghi più importanti della città in tappeti di fiori, senza dimenticare, poi, gli spettacoli dei pupi, le tradizionali marionette siciliane dipinte a mano che nel Museo a loro dedicato vanno ancora in scena con le loro avventure cavalleresche.
Aidone e la Venere di Morgantina
Aidone è una bucolica località sui monti Erei, patria della Venere di Morgantina e di uno degli ultimi dialetti gallo-italici di Sicilia. Con i suoi 800 metri sopra il livello del mare, Aidone è un comune, collegato a Piazza Armerina e Enna dal Parco della Ronza, comodamente raggiungibile partendo da Relais San Giuliano.
La testimonianza più evidente del passaggio greco in questa zona è nel sito archeologico di Morgantina.
Qui, posta su un colle, al centro di una distesa pianeggiante abitata sin dall’Età del Bronzo, ancora oggi spicca l’Agorà del periodo ellenistico che accoglieva l’Acropoli con i suoi templi, l’area destinata al commercio e agli affari pubblici e il teatro.
Il ritrovamento più importante del sito archeologico rimane quello della scultura di una dea in marmo e calcare, con il corpo ricoperto da un drappeggio dal tipico “effetto bagnato” e la testa abbozzata nella sua parte posteriore, che è stata a lungo erroneamente considerata la Venere di Morgantina ma oggi ritenuta quasi all’unanimità simbolo del culto di Demetra molto diffuso nella zona. La statua, dopo un travagliato contenzioso con il Paul Getty Museum di Los Angeles, è tornata a casa per lasciarsi ammirare in tutto il suo splendore al museo archeologico regionale di Aidone.
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